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L'allevamento intensivo del bestiame
Le caratteristiche dell'allevamento intensivo del bestiame
 

 
Cosa ha determinato il passaggio dall'allevamento tradizionale a quello intensivo?

 

Nei paesi ad economia avanzata, l'industrializzazione ha portato ad un aumento dei redditi che ha modificato i consumi alimentari degli individui generando una crescita della domanda di carne, latticini e uova.

L'allevamento è stato così spinto ad aumentare la sua produzione. E per fare ciò si è organizzato in modo completamente nuovo, come se si trattasse di una vera e propria attività industriale, cercando di ottenere la massima quantità di prodotto al minimo costo.

 

Cosa ha reso possibile tale trasformazione? La trasformazione dell'allevamento da tradizionale ad intensivo è stata resa possibile anche grazie alle innovazioni nei settori della selezione delle razze, della conservazione dei prodotti alimentari e dei trasporti. Questi due ultimi aspetti hanno permesso di allevare gli animali in zone lontane rispetto ai mercati di smercio, come zone poco popolate con grandi spazi disponibili per l'insediamento delle stalle.

 

Quali caratteristiche ha l'allevamento intensivo del bestiame?

 

L'allevamento intensivo del bestiame è un allevamento praticato con tecniche moderne.

Le sue caratteristiche principali sono:

  • la selezione delle razze che consente di isolare e scegliere razze particolarmente indicate per una certa finalità quali la produzione di carne, la produzione di latte, la riproduzione, ecc.. Scopo di questa pratica è quello di elevare i rendimenti di ogni singolo animale e quindi i redditi. Nell'allevamento tradizionale, invece, lo stesso animale veniva impiegato per il lavoro, per la produzione del latte e ci si limitava ad accettare la redditività ottenuta da una bestia;
  • l'alimentazione è costituita da mangimi composti il cui scopo è quello di stimolare la crescita del bestiame e far sì che esso raggiunga, nel minor tempo possibile, il peso ottimale per la macellazione. In tali mangimi possono essere presenti anche sostanze chimiche, derivati del petrolio, sottoprodotti delle industrie di trasformazione agro-alimentare. L'uso di tali prodotti, consente, agli allevatori di conoscere con esattezza il costo sostenuto per la produzione di un certo quantitativo di prodotto e di calcolare con certezza il rapporto costi-ricavi;
  • le stalle permettono il ricovero di un numero elevato di capi e sono estremamente meccanizzate in modo da ridurre al massimo l'impiego della manodopera e dei materiali quali acqua, foraggi e energia. Sono automatizzate tutte le fasi di alimentazione, mungitura, pulizia dei locali.

 

 

Quali sono le specie animali maggiormente allevate con allevamento intensivo? Le specie animali maggiormente allevate con l'allevamento intensivo sono:
  • i bovini;
  • i suini;
  • il pollame.

 

Quali sono gli aspetti negativi legati all'allevamento intensivo? L'allevamento intensivo presenta degli aspetti negativi. I principali sono:
  • condizioni di vita degli animali peggiori rispetto a quelle degli allevamenti tradizionali;
  • maggiore rischio di insorgenza di malattie. Poiché un numero elevato di animali è concentrato in spazi ristretti è più facile il diffondersi delle malattie. Per questa ragione si tende ad utilizzare gli antibiotici per prevenirle. Questi farmaci, a volte, sono impiegati anche per favorire la crescita degli animali. L'uso massiccio degli antibiotici può favorire la formazione di batteri resistenti ai farmaci con la conseguente diffusione di nuove malattie.

    Anche l'alimentazione può essere causa dell'insorgere di talune malattie. Ad esempio, all'impiego di farine che hanno un origine animale, si attribuisce parte della responsabilità della diffusione del morbo della mucca pazza;

  • gusto insipido delle carni dovuto alla dieta a base di mangimi seguita dagli animali e all'uso di antibiotici e farmaci;
  • inquinamento dell'ambiente causato dalla necessità di smaltire grossi quantitativi di feci prodotte da un numero consistente di animali presenti in un territorio ristretto;
  • elevato consumo di cereali da parte degli allevamenti intensivi con ripercussioni negative sui problemi legati alla fame nel mondo.

 

 

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