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I fattori della localizzazione industriale
Com'è variata nel tempo l'importanza dei fattori della localizzazione industriale
 

 
Com'è variata nel tempo l'importanza dei fattori di localizzazione industriale?

 

Nel corso del tempo i fattori della localizzazione industriale non hanno sempre avuto la stessa importanza nelle scelte su dove insediare le industrie.
Quali furono inizialmente i fattori di localizzazione più importanti?

 

Quando sono sorte le prime industrie, nel periodo della prima rivoluzione industriale, i fattori della localizzazione più importanti erano quelli tecnici.

In particolare erano molto rilevanti la vicinanza alle fonti di energia e alle materie prime, dato i costi elevati che avevano i trasporti. Per questa ragione le zone nelle quali si diffusero maggiormente le prime industrie furono quelle ricche di miniere di carbone e di energia idrica.

Un altro importante fattore era rappresentato dalla presenza di abbondante manodopera. Questo portò le prime aziende a localizzarsi nelle città, dove affluivano genti provenienti dalle campagne. Questa localizzazione permetteva anche la vicinanza ai mercati di sbocco dei propri prodotti.

 

Per quale ragione i fattori di localizzazione più importanti cambiarono con la seconda rivoluzione industriale?

 

Con la seconda rivoluzione industriale iniziò un periodo caratterizzato da un continuo progresso dei trasporti che, col tempo, sono divenuti sempre più agevoli e meno costosi.

Inoltre, l'energia elettrica, che si è iniziata a usare in questa fase, poteva essere facilmente trasportata a distanze notevoli rispetto ai luoghi di produzione.

Questo rese la localizzazione delle industrie meno legata a fattori tradizionali come la presenza di fonti di energia e di materie prime.

 

Quali sono stati i fattori di localizzazione più importanti in seguito alla seconda rivoluzione industriale? Con la seconda rivoluzione industriale i fattori di localizzazione più importanti sono diventati:
  • la manodopera. I modelli organizzativi del lavoro che si diffusero in questo periodo (catena di montaggio, specializzazione e divisione del lavoro) richiedevano manodopera poco specializzata e abbondante;
  • il capitale. Le lavorazioni in serie rendevano necessario creare grandi industrie e, di conseguenza, era importante poter reperire ingenti capitali da investire;
  • il mercato. Continuava ad essere importante la vicinanza ai mercati di sbocco.

 

 

Queste innovazioni hanno reso del tutto ininfluenti i precedenti fattori di localizzazione? Queste innovazioni non hanno reso del tutto ininfluenti i precedenti fattori di localizzazione.

Infatti, la necessità di ridurre i costi al fine di rendere massimo il profitto, ha continuato a far preferire la localizzazione delle industrie in zone dotate di buone infrastrutture (porti, nodi autostradali, assi di grande circolazione, aeroporti) e, nel caso di aziende produttrici di beni di consumo, anche la vicinanza alle grandi città, cosa questa che permette di ridurre i costi per il trasporto delle merci verso i mercati di sbocco.

 

Cosa spinse le imprese al decentramento territoriale?

 

Nel periodo compreso tra le due guerre è iniziato, a partire dagli Stati Uniti, un fenomeno di decentramento territoriale.

Gli impianti iniziavano a diventare vecchi e sorgeva il problema di sostituirli o abbandonarli. La domanda tendeva a crescere e si rendeva necessario ampliare i livelli di produzione e, di conseguenza, l'entità degli impianti. I costi dei terreni nelle zone urbane erano molto elevati, mentre i costi dei trasporti si erano notevolmente ridotti. Ciò favorì lo spostamento delle fabbriche nelle zone suburbane, dove i costi di insediamento erano più bassi, si disponeva di manodopera a basso costo e rimaneva comunque un legame con alcuni servizi presenti nelle città, come banche, istituti di consulenza, ecc..

 

Con quale altro termine viene indicato il decentramento territoriale?

 

Il decentramento territoriale è detto anche rilocalizzazione.
Quali problemi presentavano le fabbriche dell'epoca?

 

Le enormi fabbriche dell'epoca erano difficili da gestire per varie ragioni:
  • gli impianti produttivi, a causa dei rapidi cambiamenti tecnologici, diventavano rapidamente superati da un punto di vista tecnologico. Questo fenomeno viene indicato col termine di obsolescenza;
  • rapidi cambiamenti del mercato rendevano difficile, per imprese dotate di grandi impianti, adattarsi in tempi rapidi limitando i costi;
  • il ruolo crescente dei sindacati rendeva più problematici i rapporti tra lavoratori e proprietà dell'impresa.

 

 

Quale è stata la soluzione a questi problemi? Di fronte a queste difficoltà si è avuto un ricorso sempre maggiore al decentramento produttivo. Esso consiste nel  dividere il processo produttivo in varie fasi, alcune delle quali sono svolte all'esterno dell'impresa.

Tali fasi possono essere svolte:

  • sia da sedi separate della stessa azienda, a volte situate anche in zone molto lontane rispetto alla sede centrale che, tuttavia, continua a svolgere un'attività di coordinamento e direzione. In questo caso si parla più propriamente di decentramento tecnico;
  • sia da piccole e media aziende autonome rispetto alla precedente, che sorgono intorno ad essa e vanno a formare quello che prende il nome di indotto industriale. Il processo che porta ad affidare alcune delle attività di un'impresa ad altre aziende, al fine di ottenere una riduzione dei costi di produzione, prende il nome di outsourcing. In questo caso si usa prevalentemente l'espressione di decentramento economico.

 

Il decentramento produttivo ha favorito il sorgere di fabbriche di dimensioni più modeste e quindi più facili da gestire e più pronte ad adattarsi ai cambiamenti del mercato.

 

Quali altri fenomeni sono collegati al decentramento produttivo? Le multinazionali hanno spinto il processo di decentramento produttivo su scala mondiale andando a localizzare parte delle loro attività in quelle aree, come il sud-est asiatico, dove la rivoluzione verde ha creato un grosso bacino di manodopera a basso costo.

Ciò ha portato allo svilupparsi di un fenomeno di globalizzazione che è partito dall'economia, ma che successivamente si è esteso anche altri settori come la cultura, i modelli sociali, la politica.

 

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