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Agricoltura di sussistenza, intensiva e di piantagione
Le principali forme di agricoltura
 

 
Quali sono le principali forme di agricoltura?

Le principali forme di agricoltura sono:

  • l'agricoltura di sussistenza;
  • l'agricoltura contadina;
  • l'agricoltura intensiva o meccanizzata;
  • l'agricoltura di piantagione;
  • l'agricoltura collettivizzata o collettiva.

 

Quali sono le caratteristiche dell'agricoltura di sussistenza? L'agricoltura di sussistenza ha come obiettivo esclusivamente la produzione dei beni necessari per il sostentamento della famiglia. Essa non è caratterizzata da scambi.

Vi è una notevole frammentazione dei terreni. Essi vengono coltivati ancora con strumenti arretrati quali la zappa e l'aratro. Per questa ragione è notevole il contributo del lavoro umano, mentre la produttività risulta essere molto modesta.

Normalmente si pratica la policoltura, ovvero la coltivazione sullo stesso appezzamento di colture diverse, dato che tali prodotti devono soddisfare tutti i bisogni della famiglia contadina.

Soprattutto nelle zone aride all'agricoltura viene affiancato anche l'allevamento di bestiame.

Nell'agricoltura di sussistenza troviamo anche la cosiddetta agricoltura itinerante.

 

Cos'è l'agricoltura itinerante? L'agricoltura itinerante è una tecnica di coltivazione dei suoli usata già nel neolitico. Essa ha preceduto la rotazione agraria.

Poiché i terreni con il tempo tendono ad impoverirsi e a ridurre la loro fertilità, essi vengono abbandonati per spostare le coltivazioni su nuovi appezzamenti, in genere ricavati dal disboscamento di aree precedentemente forestali. Le piante tagliate vengono lasciate seccare sul suolo e successivamente bruciate in modo da liberare il terreno dalla vegetazione presente e da concimarlo con le ceneri.

Questo tipo di agricoltura è detta itinerante perché ad essa si associa una forma di nomadismo.

 

Quali sono le caratteristiche dell'agricoltura contadina? L'agricoltura contadina è un'agricoltura tradizionale basata soprattutto sulla conduzione diretta dell'impresa agraria che, in prevalenza, ha dimensioni piccole o medie e pratica la policoltura. Esistono però anche grandi aziende nelle quali prevale la monocoltura.

Spesso il settore agricolo riceve sussidi o agevolazioni da parte dello Stato.

E' questa una forma di agricoltura che, a volte, è ancora presente nelle zone più avanzate, ma che tende a scomparire per lasciare il posto a forme di agricoltura più progredite.

 

Quali sono le caratteristiche dell'agricoltura intensiva? L'agricoltura intensiva o meccanizzata è caratterizzata soprattutto dallo stretto legame con i mercati nazionali ed internazionali: essa è un'agricoltura che produce per il mercato. Lo fa cercando di ottenere la massima resa possibile dai terreni con il minimo impiego di manodopera e di conseguenza utilizza macchinari all'avanguardia, il cui impiego richiede appezzamenti piuttosto estesi, usa fertilizzati e antiparassitari.

L'agricoltura intensiva fornisce anche le materie prime per l'industria alimentare.

Essa continua a presentare alcuni fattori critici tradizionali, come quelli stagionali o altri come quelli da sovraproduzione. Essendo la produzione agricola destinata esclusivamente alla vendita, se questa risulta eccessiva rispetto alle esigenze del mercato, si verificano cadute dei prezzi. Talora, per evitarle, si procede alla distruzione di grossi quantitativi di derrate alimentari o alla loro vendita a prezzi bassissimi o ancora alla loro cessione gratuita a paesi con problemi alimentari.

 

Quali sono le caratteristiche dell'agricoltura di piantagione?

 

L'agricoltura di piantagione è un'agricoltura basata sulla monocoltura di piante tropicali e sub-tropicali  quali caffè, cacao, tè, cocco, banane.

Le aziende agricole sono di proprietà di multinazionali straniere, prevalentemente europee o statunitensi. Hanno grandi dimensioni ed effettuano la produzione esclusivamente per i mercati internazionali. Spesso l'esportazione di tali prodotti costituisce una elevata percentuale delle esportazioni nazionali e crea una forte dipendenza, dei paesi in cui essa è praticata, dai mercati stranieri con rischi di sovrapproduzione che si riflettono sui prezzi e sull'occupazione.

Essendo le aziende di proprietà di multinazionali, i redditi da esse prodotti finiscono all'estero, mentre la manodopera locale viene impiegata esclusivamente per il lavoro di manovalanza ed è mal pagata. Inoltre i terreni migliori vengono sottratti alla produzione dei beni di prima necessità per essere destinati alle piantagioni. Per questo spesso, gli alimenti devono essere importati dall'estero.

 

Quali sono le caratteristiche dell'agricoltura collettivizzata? L'agricoltura collettivizzata, o collettiva, è stata tipica dei paesi socialisti

Essa è basata sulla proprietà statale delle terre e dei mezzi di produzione e sulla pianificazione delle attività agricole.

Una forma di gestione collettiva dell'agricoltura si ha ad Israele ed è rappresentata dai kibbuz, cioè da comunità rurali che sono delle piccole società fondate su criteri di uguaglianza e di cooperazione.

 

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